Nel mondo equestre la redine di ritorno è un argomento tabù. Criticata da molti istruttori come un “rasoio” e uno strumento per tirare con forza la testa del cavallo verso il basso. Apprezzata dagli agonisti professionisti come un preciso aiuto nel correggere cavalli difficili. La verità, come al solito, sta nel mezzo.

La redine di ritorno in sé non è “cattiva” – lo può essere solo il suo uso. Se stai valutando di inserirla nel tuo allenamento, devi capire la fisica che c’è dietro, così che la tua equitazione sia sicura ed efficace.

1. Come funziona? La fisica della “carrucola”

La redine di ritorno corre dal sottopancia, attraverso gli anelli del filetto, fino alla mano del cavaliere. Dal punto di vista della fisica questo crea un sistema chiamato paranco. È la chiave per capire la potenza di questo strumento.

Cosa significa questo in pratica?

  • Raddoppio della forza: Questo sistema raddoppia la forza della tua mano. Se tiri le redini con una forza di 1 kg, il cavallo la sentirà in bocca come una pressione di circa 2 kg.
  • Il rischio: Proprio per questo la redine di ritorno, nelle mani di un cavaliere inesperto, teso o aggressivo, diventa pericolosa. È facile superare la soglia del dolore del cavallo, il che porta all’irrigidimento del collo e al “nascondersi” dietro il filetto.

2. Quando (e a cosa) usarla?

La regola più importante: La redine di ritorno non serve a insegnare la riunione. La vera riunione deriva dall’impegno del posteriore e dal sollevamento del dorso, non dal tirare la testa verso il basso. La “flessione alla nuca” ottenuta con la forza di una redine di ritorno è falsa e dannosa.

È uno strumento correttivo che aiuta in situazioni specifiche:

  • Collo di cervo: Quando il cavallo irrigidisce notoriamente la parte inferiore del collo e getta la testa all’insù, rendendo impossibile lavorare attraverso il dorso. La redine di ritorno gli mostra la via verso il “basso”, aiutando a rilassare questi gruppi muscolari.
  • Sicurezza: Con cavalli che si imbizzarriscono o si impennano, la redine di ritorno agisce come un freno di sicurezza, impedendo un pericoloso e brusco sollevamento della testa.
  • Sciogliere: Aiuta a incoraggiare il cavallo ad andare basso con il naso (forward & down) all’inizio della cavalcata, prima di iniziare il lavoro vero e proprio.

3. La regola d’oro: 2+2 (Due paia di redini)

L’errore più grande è cavalcare con una redine di ritorno tesa per tutto l’allenamento. La tecnica corretta richiede di tenere in mano due paia di redini e di manovrarle in modo indipendente:

  1. La redine del filetto (principale): È quella su cui mantieni un contatto costante. È il tuo “volante” e il tuo “freno”.
  2. La redine di ritorno (ausiliaria): Dovrebbe essere lenta per il 90% del tempo.

Il meccanismo della ricompensa: Usi la redine di ritorno solo nel momento della resistenza del cavallo (ad es. un brusco sollevamento della testa). Non appena il cavallo cede e abbassa il collo – la rilasci immediatamente, ricompensandolo con un ritorno al comfort. La mancanza di un rilascio immediato è l’errore di addestramento più comune.

4. Cosa NON fare con una redine di ritorno?

Per mantenere te stesso e il cavallo al sicuro, ricorda alcune regole ferree:

  • Non saltare mai con una redine di ritorno: Nella fase di volo il cavallo deve avere piena libertà del collo per ritrovare l’equilibrio (bascule). Una redine di ritorno tesa lo limita e può portare a una caduta pericolosa.
  • Non usarla in campagna (se non è necessario): Su terreno accidentato il cavallo ha bisogno del collo per ritrovare l’equilibrio quando inciampa. Una testa bloccata aumenta il rischio di caduta.
  • Non fissarla in modo “rigido”: La redine di ritorno deve sempre terminare nella mano del cavaliere, non può mai essere legata in modo permanente alla sella (come una redine di scorrimento fissa).

Riepilogo

La redine di ritorno è uno strumento potente per cavalieri che hanno già una mano stabile e indipendente. Usata con saggezza, come un suggerimento momentaneo, può aiutare il cavallo a capire che abbassare la testa porta sollievo. Usata con forza – porterà solo dolore, stress e una falsa incollatura che rovinerà anni di addestramento.

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